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La penisola Salentina comprende tutta la provincia di Lecce, buona parte della provincia di Brindisi ed una parte di quella di Taranto.
Essa è delimitata a Nord, dal resto della Puglia, da una linea immaginaria che corre lungo la direttrice Ostuni -Taranto.
Ad Est è adagiata sull'Adriatico (con le sue coste rocciose e frastagliate, che raggiungono il massimo della bellezza e maestosità con Otranto, Porto Badisco, Castro, e Santa Cesarea Terme), ad Ovest è lambita dallo Jonio (con sconfinate spiagge di bianca e finissima sabbia, come quelle di Lido degli Angeli, Torre Lapillo, Porto Cesareo, Gallipoli, Pescoluse ed Ugento), con Santa Maria di Leuca orlo estremo a Sud (lì dove finisce la terra).
Ovunque è di un azzurro terso, come il mare dei due litorali, dal paesaggio che rapisce, con i suoi profumi, i suoi colori e le testimonianze che la storia millenaria di questa terra ci ha tramandato.
Così protesa verso il mare. Mare che ha ospitato grandi movimenti. Terra esposta alle dominazioni, ambita per la sua posizione geografica, ma comunque aperta ad accogliere ed assimilare nuove culture. La Penisola Salentina, territorio di frontiera, per secoli è stata "Porta d' Italia", dove le vicende storiche hanno influito anche sull'assetto del tessuto insediativo, che ha dovuto sempre fare i conti con le necessità di difesa e l'urgenza di sbarrare la strada ai numerosi assalitori. A sentinella del territorio e come suo primo sistema difensivo vennero erette, nei punti strategici della costa e nelle Masserie, numerose "Torri di Avvistamento", veri e propri monumenti dell'architettura rurale (caratterizzanti l'intero territorio Salentino), le quali insieme alle "Torri Colombaie", queste ultime uno dei punti cardini dell'economia agro-silvo-pastorale del Salento, all'interno delle quali annidavano i colombi selvatici, ottenendone un consistente reddito, sia dalla commercializzazione della allora pregiata carne che dalla produzione di colombina (guano considerato come uno dei migliori concimi per l'alto contenuto di azoto ed impiegato anche nella concia delle pelli).
Altri monumenti che raccontano la sua storia antichissima, che affonda le sue radici nel periodo neolitico e paleolitico, passando per l'era della civiltà Greco/Messapica/Romana, sono le tante grotte costiere all'interno della quali sono stati rinvenuti vari reperti, quali ossa, incisioni, pitture, oggetti e sculture, raffiguranti momenti di vita rupestre. "Dolmen" e "Menhir". Ipotesi che li vogliono monumenti funebri o luoghi dediti a riti sacrificali i primi. Interpretazioni che li vogliono, di volta in volta, simboli fallici, monumenti funebri, segnali di confine di un territorio, i secondi. "Pajare" (trulli del Salento) - Ripari di campagna, in uso dai contadini, nei quali si trasferivano durante i periodi estivi per svolgere le attività connesse a tale stagione, come raccogliere, tagliare, seccare (al sole) fichi, peperoni ed altri alimenti.
Sono diversi e disseminati lungo tutto il territorio salentino i resti delle antiche e splendide città fondate dai Messapi, con le loro cinte murarie megalitiche, a loro difesa.
Ed infine, ma non ultimo, il Paesaggio Salentino accompagnato da: Ulivi secolari, mandorli, fichi d'India e vigne (Negramaro, Primitivo e Malvasia), incastonati in proprietà delimitate da i tipici muretti a secco, con la presenza qua e là della macchia mediterranea, che con i suoi profumi aromatici, trasportati da una piacevole brezza, rasserenano l'anima portandola dentro a paesaggi fiabeschi facendole toccare l'origine delle cose.
Paesaggio e cultura dai quali non prescindono:
-tradizioni popolari come Pizzica e Tarantismo, manifestazioni artistico-culturali divenute già un cult nel panorama nazionale ed oltre;
-Enogastronomia Salentina, culla della Dieta Mediterranea;
-architettura, della quale alta espressione è il barocco, capolavori architettonici realizzati grazie alla estrema malleabilità della Pietra Leccese.
Questo e molto altro ancora è il Salento, terra incantata che almeno una volta nella vita bisogna visitare.
Amleto Grassi |